Pgr, Ultime “Cronache” dei Fedeli alla Linea

Un bellissimo articolo di Marinella Venegoni sui Pgr ed il loro ultimo lavoro discografico…

 

Un vecchio punkettaro irriducibile, un chitarrista d’assalto nato a Predappio, uno sperimentatore raffinato. Nell’ordine, Giovanni Lindo Ferretti, Giorgio Canali e Gianni Maroccolo, sono – anzi ormai erano – i PRG, Per Grazia Ricevuta, compagine tumultuosa e vibrante che sotto varie sigle mutanti (CCCP, CSI) ha dato vita ad alcuni degli episodi più affascinanti degli ultimi trent’anni nella musica popolare italiana. La fine di PGR era ampiamente annunciata, ma ora un pregevole rigurgito, nato per puri motivi contrattuali con la major Universal, li ha fatti tornare in vita: esce venerdì 17 «Ultime notizie di cronaca», un disco avvincente forse proprio perché il suo fascino provocatorio è inversamente proporzionale a ogni tentazione di piacevolezza. Una colonna sonora adatta a questi tempi amari, incerti fra memoria, dolore e oltranzismi religiosi.

Niente di consolante, tutt’altro. E fa un po’ dispiacere vedere i nostri tre eroi, gli autori di «Tabula Rasa Elettrificata», forse per l’ultima volta insieme in pubblico, seduti a un tavolo. Si guardano l’un l’altro, un po’ intimiditi i due musicisti (Canali ha appena il coraggio di sussurrare che sta uscendo il suo quinto disco solista), inarrestabile invece Giovanni Lindo Ferretti, l’affabulatore, il parolista, di cui ha fatto colpo la recente conversione teocon, e la dichiarata passione per Ratzinger dopo 56 anni di vita spericolata. L’album gira intorno ai suoi testi, alla sua voce scabra e salmodiante che traccia una propria visione del mondo contemporaneo. «Cronache del 2009» dice «Indifferenti al mistero che ci nutre e ci avvolge…immersi in mille tormenti/tra prevenzioni e aggiornamenti fecondi d’aborto/e democratiche soluzioni eutanasiche»: una visione forte per il pensiero musicale contemporaneo di massa, che non esiste proprio oppure tende ad essere laico; ma in fondo poi tutto il progetto è una sorta di autobiografia di quest’uomo nato sui monti dell’Appennino e lì ora ritornato, ad accudire la madre gravemente malata alla quale è dedicata «Cronaca filiale», sottofondo d’organo e ritmica elettronica dietro la fotografia spietata di una verità: «Un figlio adulto, paterno/Una madre in bilico/tra ieri e l’eterno…Tu non sei più quella che sei stata e/così non ti sei mai immaginata».

Quel che si scopre, di quest’uomo che ha scelto di affrontare il destino tornando ai suoi monti a vivere una vita tutt’altro che glamour, è che forse non è giusto il proverbio secondo il quale si nasce incendiari e si muore pompieri: Giovanni Lindo Ferretti è ancora incendiario, è rimasto il punk provocatorio e sprezzante dei tempi dei CCCP. Si è limitato a spostare il proprio baricentro: «Un giorno io, che da sempre pratico il cattivo gusto, ho sentito e letto che tutti parlavano male di papa Ratzinger. Allora sono andato in libreria, ho trovato 9 libri e li ho presi tutti: li ho letti, e mi sono affezionato al pensiero e alla persona». Il solito gusto punk dell’andare contromano? «L’interesse mi nasce dalla negatività, se ai tempi dei concerti dei CCCP non avessero saltato contro Jovanotti, mai avrei scoperto lui e la sua bravura. Io ho sempre vissuto in un mondo in cui non si parlava bene del Papa».

Invece, oggi ne ha ritagliato l’immagine, lo ha appeso al muro dei suoi monti, e dice: «Non è un Papa adatto ai media, ma il Papa non deve andare d’accordo con la società, deve dire la sua». Anche quando parla in Africa contro l’uso del preservativo? «Ma mi direte mica che in Africa ci si salva con l’uso del preservativo? Solo l’approccio alla vita la potrà salvare, se ci pensate, la mano di un africano può solo romperlo, il preservativo». Certo, poi, si tace. E si ritorna con più agio alla pur cattiva notizia che non ci saranno concerti dei PRG su questo disco, nè mai: «Faccio fatica a venire a Milano, faccio due concerti al mese con un violino, e solo in provincia, ma salire su un palco a mezzanotte e mezza, no. Non posso passare alla mia età ore ad annoiarmi per arrivare a quelle altre due ore di canto, e in un’ora in cui dovrei essere a letto». Canali, che spesso suona con il nuovo Vasco per Luci della Centrale Elettrica, e Maroccolo che è un altro tipo inarrestabile, guardano il muro e tacciono. Decisamente, loro sono meno punk.

 
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Una risposta a “Pgr, Ultime “Cronache” dei Fedeli alla Linea

  1. io ricordo una puntata di 8 e 1/2 in cui scoprii che G.L.F. aveva idealmente indossato la tunica, cosa che mi turbò non poco, però a un certo punto raccontò un episodio; dopo un malattia gravissima che lo ha costretto per lungo tempo in ospedale, Ferretti la prima cosa che ha fatto non appena è uscito, è stato scrivere una lettera alle persone care, augurandogli un brutto male come quello che aveva avuto lui. In realtà si augurava che i suoi aimici potessero vedere la vita in maniera nuova e affascinata come la vedeva lui dopo aver risciato di perderla, la vita. E in questo riconobbi la scintilla del punk che fu.

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